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Lezione di numismatica: quali sono le monete italiane di maggior valore

monete italiane di maggior valore

Tutto quello che c’è da sapere sulle monete italiane da collezione

Ricordi quando nel nostro Paese si usava ancora la Lira? Se la tua risposta è affermativa, monete come la 100 lire Minerva ti saranno senz’altro molto familiari. Se invece sei troppo giovane per ricordarle, è comunque probabile che i tuoi genitori o i tuoi nonni ne conservino ancora qualche esemplare.

Ciò che forse non sai è che alcuni pezzi possono avere un valore molto alto. Per aiutarti a riconoscerle, in questo articolo ti illustreremo quali sono le monete italiane di maggior valore!

Da cosa dipende il valore delle monete?

Rarità e stato di conservazione sono i due fattori che influenzano maggiormente il valore delle monete antiche. La combinazione di questi due elementi è decisiva per la quotazione di una moneta e stabilirne la valutazione significa osservarne le caratteristiche, per capire quanto è rara e quanto effettivamente ha circolato.

La maggiore o minore circolazione di una moneta, infatti, determina inevitabilmente le condizioni in cui questa si trova e, se ha avuto circolazione nulla o pressoché tale, viene considerata Fior di conio (FDC). Questa scala di valore scende fino ad arrivare allo status Discreto, che identifica le monete usurate a tal punto che le sue scritte risultano quasi illeggibili.

Ciò può verificarsi con le monete più antiche, che però possono comunque possedere un valore interessante in base alla loro rarità. Questo parametro ha a che vedere con la tiratura di una moneta, ossia con il numero di pezzi realizzati per quell’esemplare.

Può capitare, ad esempio, che una moneta abbia un grosso valore perché si tratta di un FDC di un esemplare realizzato in pochissime copie. Talvolta la tiratura limitata è legata alla realizzazione di serie speciali, ma nella maggior parte dei casi dipende da errori tipografici.

Le 5 monete italiane di maggior valore

La rarità, dunque, è la prima condizione da considerare nella valutazione delle monete antiche, in virtù della quale un esemplare può raggiungere anche un grosso valore. Se ti capita di trovare delle monete dell’Italia pre repubblicana o addirittura pre unitaria, ad esempio, è molto probabile che il loro valore sia piuttosto alto, anche se lo stato di conservazione non sia ottimale.

E poi ci sono le monete dell’Italia repubblicana, certamente molto diffuse, ma in grado di raggiungere cifre inimmaginabili. Vediamo, tra queste, quali sono le monete italiane di maggior valore:

  • 10 Lire Olivo (1946). Grazie al referendum del 2 giugno 1946, l’Italia è ufficialmente diventata una repubblica. Questa moneta, che presenta un ramoscello d’ulivo sul fronte e il cavallo alato Pegaso sul retro, è una delle prime a recare la scritta “Repubblica Italiana”. In virtù di questo evento storico, possiede un enorme valore se coniata nel 1946 e in ottimo stato di conservazione. Nell’anno della Repubblica, ne sono state coniate solo 101.000 esemplari: un FDC del 1946 può valere fino a € 6.000. L’anno successivo ne sono state coniate solo 12.000, quindi anche un FDC del 1947 può valere fino a € 4.000.
  • 5 Lire Uva (1946). Anche in questo caso si tratta del primo esemplare di 5 Lire coniato dalla neonata Repubblica Italiana, che a partire dal 1951 è stata sostituita dalle 5 Lire “Delfino”. Sul fronte è rappresentato un grappolo d’uva, sul retro il volto della libertà. Nel 1946 ne sono stati realizzati 81.000 esemplari: alcuni sono realizzati in “Italma”, una lega composta da alluminio, manganese e magnesio, altri presentano una dimensione più piccola per la data e i pezzi più rari possono valere fino a € 2.000.
  • 1 Lira Arancia (1947). Il primo esemplare della moneta da 1 Lira fu coniata nel 1946 e presenta la testa di Cerere sul fronte e un’arancia sul retro. Dal 1951 venne sostituita da una moneta rappresentate una bilancia sul fronte e una cornucopia sul retro. Nel 1946 ne sono state realizzate 104.000, mentre l’anno successivo solo 12.000. Ecco perché questi ultimi esemplari sono considerati più rari: un FDC del 1947 può valere fino a € 1.500.
  • 2 Lire Spiga (1947). Altro esemplare coniato nell’anno della Repubblica e realizzato fino al 1950, prima di essere sostituito dalle 2 lire raffiguranti un’ape: entrambe le versioni sono un omaggio all’Articolo 1 della Costituzione Italiana, poiché il fronte della moneta rappresenta un contadino intento ad arare il terreno. Come per la moneta da 1 Lira, nel 1947 ne sono state realizzate solo 12.000: la quotazione può arrivare fino a € 1.800.
  • 100 Lire Minerva (1955). Le 100 Lire “Minerva” sono state coniate fino al 1989 e sono rimaste in circolazione fino all’entrata in vigore dell’Euro. Nel 1955, anno di introduzione di questa moneta, la tiratura è stata pari a 8.600.000 esemplari, eppure un FDC del 1955 può valere fino a € 1.200!

Come valutare le monete italiane di maggior valore

Ora che conosci quali sono le monete italiane di maggior valore, magari potresti accorgerti di possedere anche tu qualche esemplare pregiato. Per esserne sicuro, faresti meglio a chiedere una valutazione da un professionista del settore.

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